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Filtro antiparticolato

Lavaggio, rigenerazione, sostituzione o rimozione del FAP: cosa conviene davvero

Quattro strade per un filtro intasato, ognuna con limiti e rischi precisi. Come scegliere quella giusta e perché la rimozione del FAP non è un’opzione.

4 min di lettura · Aggiornato il

Davanti a un FAP intasato le opzioni sembrano tante, ma si riducono a quattro. Non esiste quella giusta in assoluto: dipende da cosa c’è dentro il filtro, fuliggine o ceneri, e dalle condizioni del monolite. Vediamole una per una.

Rigenerazione forzata

Avviata con lo strumento di diagnosi, porta il filtro ad alta temperatura e brucia la fuliggine. È rapida, non richiede smontaggi e su un filtro carico di fuliggine funziona bene.

Il limite è che lascia dentro le ceneri: su un filtro con molti chilometri il beneficio dura poco. E con troppa fuliggine accumulata è rischiosa, perché la combustione può surriscaldare e crepare il monolite.

Additivi e prodotti “pulisci-FAP”

Ce ne sono di due tipi: additivi da aggiungere al gasolio, che abbassano la temperatura di combustione del particolato, e prodotti da spruzzare nel filtro attraverso la sede di un sensore, seguiti da una rigenerazione. Possono aiutare in prevenzione o su un intasamento leggero di fuliggine, ma nessuno dei due elimina le ceneri. Su un filtro saturo di ceneri sono soldi spesi male.

Pulizia del filtro

Il filtro si smonta e si pulisce fuori dal veicolo. È l’unico intervento che rimuove sia la fuliggine sia le ceneri. I metodi principali sono due:

  • Lavaggio idrodinamico. Il filtro si collega alla macchina con adattatori dedicati, senza tagliare il carter; un liquido con detergente lo attraversa in circuito chiuso, in genere in senso inverso al flusso dei gas, e porta via particolato e ceneri. Seguono asciugatura e misura della contropressione. Lavora a bassa temperatura, senza stress termico.
  • Pulizia termica e ad aria. Il filtro viene cotto in forno per bruciare la fuliggine, poi le ceneri si soffiano via con impulsi di aria compressa. È diffusa sui mezzi pesanti, ma i cicli sono lunghi e il monolite subisce un ciclo termico in più.

In entrambi i casi la pulizia ha senso solo se il monolite è integro: va verificato prima, e la contropressione misurata dopo è il dato che certifica il risultato. Se ti interessa portare questo lavoro in officina, abbiamo scritto una guida su come aprire un centro di rigenerazione.

Sostituzione

È la scelta obbligata quando il monolite è crepato, fuso o con il rivestimento catalitico compromesso, o quando il codice di efficienza del filtro si conferma dopo le verifiche. Su un filtro integro è invece la scelta più costosa: un filtro nuovo, soprattutto originale, costa spesso un multiplo di una pulizia.

Rimozione del FAP: perché no

Svuotare, rimuovere o disattivare via software il filtro antiparticolato altera un sistema di controllo delle emissioni omologato. È vietato dal Codice della Strada, rende il veicolo non conforme alla carta di circolazione e alla revisione l’opacità dei fumi e i controlli diagnostici possono rivelarlo. Per l’officina che esegue l’intervento c’è anche una responsabilità diretta. E il particolato che il filtro trattiene è proprio quello più dannoso per la salute.

Il confronto in una tabella

OpzioneFuliggineCeneriMonolite danneggiato
Rigenerazione forzataSìNoNo (può peggiorarlo)
AdditiviIn parteNoNo
Pulizia del filtroSìSìNo
SostituzioneSìSìSì
RimozioneNon è un’opzione: illegale

Come decidere

  1. Elimina la causa a monte: nessun intervento sul filtro dura se il motore produce troppo particolato o olio allo scarico.
  2. Se la contropressione torna normale dopo una rigenerazione forzata completa, il problema era la fuliggine: hai finito.
  3. Se resta alta, il filtro è pieno di ceneri: smontalo e verifica il monolite.
  4. Monolite integro: pulizia. Monolite crepato o fuso: sostituzione.

Domande frequenti

Dopo il lavaggio il FAP dura come uno nuovo?

Se il monolite è integro e la causa a monte è stata risolta, un filtro pulito torna a lavorare con una contropressione vicina a quella originale. La durata successiva dipende, come per un filtro nuovo, da motore, olio e uso del veicolo.

Il lavaggio danneggia il catalizzatore integrato nel filtro?

Il lavaggio idrodinamico lavora a bassa temperatura e con prodotti specifici proprio per non compromettere il monolite e il rivestimento catalitico. Più che il lavaggio, il rischio per il catalizzatore sono le temperature eccessive delle rigenerazioni su un filtro troppo carico.

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